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2 novembre 2011

Istituto Giapponese di Cultura in Roma presenta

 RYUKYU
Musica e danze di confine

Locandina RyukyuIl ritmo e la solarità della tradizione artistica delle Ryukyu giunge in Italia dopo gli altri due appuntamenti europei di Parigi e Colonia. In scena diciotto rappresentanti, tra danzatori e musicisti, del Consiglio per le Arti della Prefettura di Okinawa. Tra questi, il “Tesoro Nazionale vivente della musica tradizionale Ryukyu” Terukina Choichi, grande maestro di sanshin, e Tamagusuku Setsuko, una delle più acclamate danzatrici di Okinawa. Lo spettacolo, dal titolo «RYUKYU Musica e danze di confine» è organizzato dall’Istituto Giapponese di Cultura in Roma (Japan Foundation) con il contributo dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone.

Tra il XV e il XIX secolo il regno delle Ryukyu, in virtù della felice posizione geografica al crocevia tra Giappone e Cina, privilegiati partner commerciali, aveva sviluppato una cultura del tutto originale, frutto delle doppia influenza cinese e giapponese. Il Kumiodori ne è un esempio emblematico. Fondato sulle danze e le musiche di Okinawa, questo particolare teatro musicale integra elementi venuti da Giappone e Cina. Nel 2010 il kumiodori è stato iscritto sulla Lista del Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’Unesco.
L’atmosfera vibrante di questa speciale terra subtropicale traspare nei costumi dai motivi sgargianti su tessuto giallo e rosso vivo.
Acconciature perfette, fermagli elaborati e piccoli, preziosi attrezzi di scena… l’eco di sanshin e canto che sostengono le movenze dei danzatori. Tutto è pervaso da un’estetica unica. Le danze Ryukyu, sviluppatesi sin dai tempi dell’omonimo regno, esprimevano “ospitalità” verso i messaggeri dalla Cina, attraverso la danza dei vecchi (rojin odori), la danza dei giovani (wakashu odori), la danza delle donne (onna odori) e la danza dei maggiorenni (nisai odori). Dopo l’epoca Meiji (1868-1912) si aggiunge la danza ispirata al sentire contadino (zatsu odori) incentrata su elementi dicotomici quali quiete e movimento, oppressione e liberazione, tensione e pacatezza, sacro e profano. Tutti i brani di danza proposti in questa breve tournée europea sono accompagnati da musica dal vivo con strumenti tradizionali giapponesi. Tra questi il sanshin, strumento d’accompagnamento a corde, importato dalla Cina tra il XV e il XVI secolo. Il sanshin, che possiede le radici dello shamisen giapponese, è oggi un elemento imprescindibile nella vita musicale di Okinawa.

Info & Biglietti: BIGLIETTERIA ONLINE - CLOAKING - 06.32.65.991
Orari
Mercoledì 2 novembre
ore 20:00
Prezzi
Posto unico intero
Posto unico ridotto
€ 10,00
€ 7,00

prezzi praticati al Botteghino del Teatro